mercoledì 31 ottobre 2007

Millenium: centro di aggregazione ?

La stampa odierna riporta alcune questioni che interessano il settore del commercio e delle problematiche ad esso collegate.
Una prima considerazione concerne la spesa procapite della famiglie trentine. Sia il calo della percentuali di spesa alimentare che quella relativa alla casa sono segnali inequivocabili che la crisi della quarta settimana non è stata superata ma si è aggravata. Infatti questi dati di spesa avvengono rispetto ad un salario che è rimasto invariato nella sua dimensione monetaria ma ridotto, a causa del fiscal drag, nella sua capacità di acquisto.
Una crisi che abbiamo denunciato da tempo e che ora viene alla ribalta anche da parte del governatore della Banca d'Italia Draghi.
Preme rilevare che questa caduta dei salari si protrae da oltre 10 anni, mentre i profitti e le rendite sono cresciute e continuano a crescere a dismisura. Si è assistito ad una redistribuzione della ricchezza dai salari ai profitti. Nonostante questo il padronato non intende rinnovare i contratti nazionali sostenendo che le richieste economiche sono troppo elevate.
Una posizione inaccettabile e che costringere i lavoratori a scioperare per il rispetto degli accordi e per il diritto ad un salario dignitoso.
Quindi il settore del commercio soffre soprattutto di questo impoverimento della capacità di spendere dei lavoratori e delle famiglie. Di conseguenza non servono aperture domenicali incondizionate o il fregiarsi di città turistica per attrarre i visitatori o aumentare la capacità di spesa delle famiglie.
Forse sarebbe opportuno rinnovare i contratti nazionali e restituire ai lavoratori il drenaggio fiscale e quindi aumentare il reddito spendibile.
Una seconda considerazione è la situazione, a mio avviso paradossale, riguarda che il Millenium sia diventato, oltre che centro commerciale, anche polo di aggregazione. Questo significa che la città investe poco in strutture di aggregazione, che quello che manca sono i servizi, le iniziative culturale, un sistema di trasporto efficiente e funzionale, ecc. Serve cioè spostare l'attenzione dalle aperture domenicali alla tipologia dei servizi offerti alla popolazione senza escludere che la domenica diventi non un momento di esasperato consumismo ma una giornata di riposo, di svago e di socialità.
E' grave che questa socialità venga ridotta alla presenza dei parcheggi o di qualche bar aperto che oggi viene offerta dai centri commerciali.
Quindi rinnovare i contratti e ridurre la tassazione sulle retribuzioni sono le questioni vere da risolvere e quindi abbiamo una prima occasione con il contratto provinciale del commercio e del turismo.
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino

Trento, 31 ottobre 2007

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Ezio, concordo con quanto hai scritto. La crisi della quarta settimana è ormai "superata" in peggio, in quanto ormai lo stipendio finisce alla fine della seconda o al massimo all'inizio della terza settimana. Questo ormai è il problema che hanno la maggioranza delle famiglie di lavoratori dipendenti e pensionati. Credo però che l'obiettivo, se pur utile, dei rinnovi contrattuali e della riduzione dell'imposizione fiscale su salari,stipendi e pensioni, sia solo un primo passo. Sono necessari altri interventi, quali il reinserimento della scala mobile e la modifica del paniere Istat per il calcolo del costo della vita. E' necessario che le istituzioni vigilino sugli aumenti incontrollati dei prezzi, dai rincari delle bollette all'aumento del costo della benzina/gasolio. In questi ultimi anni i prezzi al consumo si sono raddoppiati, mentre i nostri stipendi hanno rilevato dei minimi incrementi, non in grado di fronteggiare l'aumento del costo della vita.
Nicoletta

Anonimo ha detto...

concordo su tutto quanto scritto da nicoletta anche se credo la precarizzazione del posto di lavoro e di conseguenza dello stipendio sia il frutto di questa società iper liberista dove chi governa pensa solo ed esclusivamente ai propri interessi. saluti mariano

Swetlana ha detto...

Noto con piacere che si torna a parlare di reinserimento della scala mobile, un argomento a me molto caro e con l occasione vorrei lanciare una provocazione:
perchè non legare gli aumenti automatici di magistrati e politici a
quelli dei lavoratori dipendenti?
Vi pare possibile che si possano eliminare sempre i diritti delle fasce più deboli della società mantenendo "intoccabili" quelli delle fasce più previleggiate?

Anonimo ha detto...

idea ottima....bisogna che la capiscano i nostri dirigenti sindacali. saluti mariano