lunedì 15 ottobre 2007

Genova: per non dimenticare

Per dire che non siamo d'accordo. Non siamo d'accordo con l'archiviazione per la morte di Carlo. Non siamo d'accordo con le conclusioni dei PM al processo ai 25 manifestanti: che negano ogni responsabilità delle forze di polizia durante le manifestazioni di venerdì e sabato (20 e 21 luglio 2001) e vogliono sacrificare sull'altare dei media un pugno di giovani quali UNICI RESPONSABILI di ogni violenza e disordine.
Decine di migliaia di manifestanti, giornalisti, osservatori e abitanti, hanno visto e vissuto quanto realmente accadde in quei giorni.
Non siamo d'accordo con le innumerevoli bugie raccontate dagli imputati nel processo Bolzaneto, (non ho visto, non ho sentito, non c'ero e se c'ero dormivo). Perché oltre duecento persone hanno testimoniato le violazioni e le torture subite.
Non siamo d'accordo con le falsità raccontate o le verità taciute dagli imputati al processo Diaz, con i continui attacchi ai PM impegnati nel processo. La “macelleria messicana” è sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere.
Non siamo d'accordo con le promozioni indecenti di gran parte degli imputati nei processi Diaz e Bolzaneto per i quali non è stata presa alcuna misura cautelativa di sospensione. Non siamo d'accordo che la Commissione d'inchiesta, prevista dal programma dell'Unione, venga affossata da parlamentari di questa maggioranza, prima ancora che da quelli dell’opposizione.
Dobbiamo tornare a Genova per dire che a Genova c'è stata la più grande sospensione dei diritti umani in un paese occidentale dal dopoguerra (Amnesty International). Dobbiamo tornare a Genova perché in questi lunghissimi sei anni e mezzo, molti hanno dimenticato, molti non hanno mai capito, molti hanno finto di non capire.
In questi anni i comitati Verità e Giustizia per Genova, Piazza Carlo Giuliani, Supporto Legale, la segreteria legale e gli avvocati del GLF, quasi sempre soli, hanno continuato a denunciare, a raccontare quanto successo a Genova, negli anni successivi, dentro e fuori le aule del Tribunale.
Ora i processi stanno per concludersi, la commissione d'inchiesta sta per essere definitivamente affossata, non avremo molte altre occasioni per tornare a Genova.
Torniamo a Genova perché la storia di quei giorni è la nostra storia e sta a noi raccontarla, rivendicarla, con la nostra presenza. In piazza, in internet, sui giornali, sui media.
E se non lo faremo saremo complici, consapevoli o inconsapevoli, comunque complici di un'altra pagina nera della storia di questo paese.

di Enrica Bartesaghi - da www.veritagiustizia.it

Ottobre 2007


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