martedì 30 ottobre 2007

Pericolosi tamburi di guerra

E’ dell’altro giorno la notizia che Bush ha dichiara imminente la terza guerra mondiale il quale non contento di aver scatenato una guerra in Iraq con false motivazioni, che è costata la vita a 600 mila iracheni e a quasi 4 mila soldati americani pensa di aprire un fronte di guerra con l’Iran. Putin di rincalzo rilancia la corsa agli armamenti nucleari con un programma che dovrebbe concludersi entro il 2015 .
Il prezzo del petrolio sia avvicina ai 90 dollari al barile per le ragioni sopra citate, nel frattempo continuiamo sostenere l’indebitamento americano, che ci è già costato oltre 120 miliardi di dollari (prelevati dalle nostre tasche), per coprire i buchi delle speculazioni immobiliari americane e per quelli dei fondi d'investimento europei che hanno investito in quelle speculazioni truffaldine.
Mentre a Genova vengono chieste gravi condanne ai manifestanti dell’anti-G8 viene archiviato il processo per l’uccisore di Calipari e Lozano viene intervistato dal TG1 come una star e senza contradditorio e csì può insultare Calipari e la Sgrena.
E mentre circa 6 milioni di lavoratori stanno aspettando il rinnovo del contratto nazionale (quello delle sanificazione scaduto da oltre 29 mesi) Draghi si accorge che in Italia i salari sono troppo bassi e propone maggiore flessibilità e aumento dell’età pensionabile come rimedio, la Fiat, seguita da altre aziende, anticipa trenta euro sul contratto come soluzione del contratto, o forse è solo un incentivo al crumiraggio?
Ma cosa c'entra tutto questo con il rullare, sempre più assordante, dei tamburi di guerra?
C'entra. Perché gli Stati Uniti hanno un mezzo molto semplice e sbrigativo per impedirci di fare i conti nelle loro tasche: fare la guerra e rimescolare tutte le carte. La prima mossa si chiama scudo stellare che Bush ha deciso di installare in Europa (senza nemmeno consultare gli europei e perfino la Nato), mettendosi d'accordo direttamente con Varsavia e Praga. Ufficialmente per difendere l'America e l'Europa dai missili inesistenti di Teheran. In sostanza per aprire un fronte nuovo di tensione e per mettere ancor più l'Europa alle dipendenze delle scelte economiche americane.
Ezio Casagranda
Trento, 30 ottobre 2007

2 commenti:

Giusi kaswalder ha detto...

Buongiorno...è diventata una mia buona abitudine leggere i post che questo sito pubblica la maggior parte sotto la firma di Ezio Casagrande. Ogni articolo suscita in me rabbia,sofferenza, insieme al desiderio di comprendere, imparare e conoscere. Quest'ultimo mi pone una domanda. Ma siamo in democrazia ? Siamo sicuri di appartenere ad un paese democratico, libero , civile ? Non si può certo dire che siamo in un paese sotto dittatura, questo no, ma oserei dire peggio ! Nel senso che è il caos che regna sovrano, se ci sono delle regole, e ci sono, sono stravolte, distorte. L'interpretazione personale è all'ordine del giorno, e questo diventa molto pericoloso se è un uomo politico , con poteri decisionali a farne uso.Anche nella politica italiana e locale si riscontrano decisioni senza tener conto delle regole democratiche per non parlare del buon senso ... che davvero non c'è più. Mi rimane la rabbia....ma anche la voglia di reagire per migliorare le cose.... Buon lavoro.

Anonimo ha detto...

per giusi........no non siamo affatto in democrazia!dal più piccolo paese del trentino alla più grande città la parola democrazia viene abusata da chi governa ma in realtà mai attuata o attuata ad uso e consumo di chi ha il potere.....pur non essendo vecchio rimpiango i tempi di scuola e i miei primi anni di lavoro dove si poteva ancora parlare di lotta di classe adesso la nostra società è invasa da"paraculi" di gente disposta a tutto per il proprio ego....ciao mariano