giovedì 13 settembre 2007

La FIOM, CHE CLASSE

La Fiom boccia l'accordo sulle pensioni e il protocollo sul mercato del lavoro. A grande maggioranza il comitato centrale del più grande sindacato industriale vota un documento che contraddice la firma della Cgil. Una scelta che peserà sulla consultazione sindacale di ottobre.
Una scelta che cerca di mantenere fermo l’obbiettivo della centralità del CCNL che stanno rinnovando e che il protocollo del 23 luglio 2007 lo ridimensiona attraverso un perverso meccanismo di sgravi fiscali che incentivano il lavoro straordinario, dunque l'allungamento dell'orario di lavoro, contrattazione di secondo livello.
Alla faccia dei giovani e dei precari in nome dei quali si pretende di ridurre diritti e certezze a chi ce li aveva, almeno in parte, ma che ormai da anni molti anche a sinistra ritengono superati. Una sinistra che chiama privilegi i diritti non ha futuro ed è destinata ad un ruolo subalterno alle prevaricazione padronali.
Una logica perversa che vuole appiattire al livello più basso diritti fondamentali a partire da diritto al lavoro sancito dalla nostra Costituzione me che molti vogliono cancellare nella sua applicazione materiale.
Dunque, cosa c'è di strano se di fronte a un accordo che per molte parti ricalca le scelte del governo Berlusconi sulla precarietà, il mercato del lavoro e le pensioni, il comitato centrale della Fiom ieri non l'ha approvato, con un voto che sfiora l'80% dei dirigenti? Strano, semmai, è che le confederazioni sindacali l'abbiano firmato - Guglielmo Epifani per presa d'atto nella parte relativa al welfare.
Sbagliano quanti sostengono che la scelta della Fiom è una scelta minoritaria ed isolata. Forse lo sarà dentro i gruppi dirigenti dei tre sindacati, ma non fra il sentire dei lavoratori e dei cittadini che ancora pensano che una politica sociali di sinistra è possibile.
Altrimenti perché, per approvare un accordo chiamano in campo la crisi di Governo? Perchè devono usare questa bugia come un pesante grimaldello per scardinare il libero pronunciamento dei lavoratori e delle lavoratrici?
Attendiamo dai sostenitori della bontà dell’accordo risposte convincenti alle due domande sopra richiamate.

Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino

Trento, 13 settembre 2007

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