mercoledì 5 dicembre 2007

CCNL, Democrazia e Riforma Contrattule

Alla fine di dicembre e' un anno che il Contratto nazionale del Commercio (terziario) e' scaduto e per ora non si intravvedono soluzioni positive all'orrizzonte. A livello nazionale sono state proclamate altre due giornate di sciopero a sostegno della piattaforma contrattuale dopo lo sciopero del novembre scorso.
Questo atteggiamento di netta chiusura di Confcommercio fa pan dan con quello di Federmeccanica e di altre associazioni datoriali ai tavoli dei rinnovi contrattuali, rappresenta il tentativo, ormai palese di costringere le Confederazioni a mettere in soffitta lo strumento del Contratto nazionale e quindi ridurre ulteriormente i salari e i diritti.
Se questa e' la realta' appare alquanto strana la posizioni delle Confederazioni che, anche in presenza della mancata applicazione di un accordo come quello del 1993, che ha ingabbiato i salari, si apra una trattativa senza prima chiedere che siano chiusi i Contratti nazionali sulle piattaforme presentate.
I lavoratori sono pronti a scendere in piazza e lottare contro questo atteggiamento del padronato e gli scioperi dei mesi scorsi lo hanno dimostrato, ma chiedono anche coeranza da parte del loro sindacato che dovrebbe mettere in campo tutto il suo peso per chiudere i Contrati nazionali e quindi riconsocere il dovuto ai lavoratori e alle lavoratrici.
Lasciare sole le categoria in questo momento avra' solo il risultato di indebolirre ulteriormente non solo il sindacato, ma anche la capacita' di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici.
Noi lottiamo per i nostri diritti e chiediamo al nostro sincacato coerenza e sostegno vero e quindi di sospendere qualsiasi trattativa sulla riforma della contrattazione se prima non si fiermano i Contratti nazionali e non si consultano i lavoratori su tale delicata materia come quella del Contrato nazionale.
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino
Trento, 5 dicembre 2007

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