martedì 5 febbraio 2008

Conflitto di interesse

In due anni di governo nessuna legge su Tv, Rai e conflitto d'interessi. La sentenza della Corte di Giustizia Ue che dichiara “contrario al diritto comunitario” il sistema radiotelevisivo italiano conferma quanto la comunicazione versi nel nostro paese in uno stato di vergognosa indecenza. Una situazione clandestina, permessa dall'inciucio tra le diverse forze politiche, che da anni limita la libertà d'espressione, il pluralismo e la trasparenza nella gestione. Il centrosinistra ha le stesse responsabilità del centrodestra: in due anni di governo, non ha saputo o non ha voluto varare le leggi sulla Rai, sul sistema televisivo e sul conflitto d'interessi promesse in campagna elettorale, favorendo ancora una volta i padroni del vapore. Ora che l'Europa stabilisce nuovamente l'illegalità dell'Italia, la sinistra – che da sempre sottovaluta l'importanza dei mezzi di comunicazione - faccia un serio esame di coscienza e rifletta sul fatto che, alla vigilia di una nuova campagna elettorale e di gravissimi eventi internazionali, l'informazione è ancora saldamente in mano dell'avversario. Complimenti.
da Megacip del 4 febbraio 2008

2 commenti:

Ezio ha detto...

Per quanti non hanno memoria ricordo che il Governo Prodi, con il Decreto legge 1 ottobre 2007, n.159 collegato alla finanziaria 2008 il Governo ha autorizzato (alla chetichella) lo slittamento di 4 anni del passaggio della Terza Rete della Rai e della Rete Quattro di Mediaset sul satellite.
Una scelta in violazione delle direttive comunitarie tanto che nei gironi scorsi la Corte di Giustizia Europea ha condannato lì’Italia per questo decreto che è “contrario al diritto comunitario” e l’Europa, che ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’illegittimità della Gasparri, potrebbe presto condannare il nostro Paese a versare una multa di 400 mila euro al giorno. Risarcimento a Di Stefano ed eventuale multa saranno, ovviamente, a spese dei contribuenti.
Secondo l’infallibile pratica del “ridi e fotti”, per 15 anni il Cavaliere ha imposto al Parlamento gli affari suoi come affari di Stato. Mantenendo Rete4 sull’analogico terrestre, ha incamerato introiti pubblicitari da favola che non avrebbe mai visto se l’emittente fosse finita sul satellite. E ora chi paga i danni? Lo Stato. Cioè, pro quota, ciascun contribuente. Se esistesse un’informazione decente, da oggi tutti i giornali e le tv dovrebbero annunciare agli italiani una nuova tassa: la “tassa Berlusconi”.
Mi associo ai “complimenti” di Megachip per l’alto senso dello Stato e della governabilità che in questi anni ha permesso un arricchimento inaspettato del Cavaliere, a nostre spese, il quale per ripagare il favore ci manda tutti alle votazione con la sua legge, con le sue TV e con una sinistra a pezzi.
Ezio Casagranda

Nicoletta Soini ha detto...

Caro Ezio,
continuiamo a parlare di un centro sinistra che ha fallito su tutta la linea. Ci ricordiamo quando, in campagna elettorale, ci promettevano "no alla politica dei due tempi"? E cosa hanno fatto? Se ne sono fregati ancora una volta di lavoratori e pensionati, ridotti alla fame (anche grazie a loro), e hanno pensato al risanamento dei conti pubblici, ovviamente caricando tutto il peso sulle spalle nostre! Non sulle loro o su quelle di confindustria!
E il conflitto di interesse? Non avevano fatto nulla nei precedenti anni di governo, questa volta devo dire che "un segno" me lo sarei aspettato: ma come sempre il centro sinistra ha fatto una buona campagna elettorale e poi si è scordato di agire come aveva promesso. Bisognerebbe spiegare a questa classe politica cos'é la coerenza!
E ora dovremo tornare a votare, ma chi? Sinceramente in questo momento non vedo un partito di sinistra coerente e sarà veramente difficile scegliere se non ci sarà un ricambio di candidati.
Nicoletta