martedì 5 febbraio 2008

Elezioni: Evitiamo il disastro

Alla fine anche il prode Marini ha gettato la spugna. Si andrà alle elezioni anticipate con questa legge elettorale che tutti hanno definito il “porcellum” a causa dei pieni poteri di controllo e di proposta delle segreterie dei partiti nella nomina dei candidati e nell’assenza di preferenze. Quello che rimane al cittadino elettore è solo la possibilità di confermare, in assenza di alternative, le scelte delle segreterie dei partiti tanto vituperati ma che alla fine sono gli unici a decidere chi poterà entrare in parlamento.
Con questa situazione, cha ha dell'assurdo, dobbiamo fare i conti e stando così le cose, quello che ci aspetta, sarà decisamente un futuro più inquietante del presente. Ma questo tragica realtà aumenta e non diminuisce le responsabilità del centro sinistra.
Basti vedere la decisione della Corte di Giustizia della UE sulle Tv e l’inutile scontro con il popolo della pace sulla basse di Vicenza per capire il grado di sudditanza di questo Governo ai poteri forti (Berlusconi e gli USA).
Infatti, anche se ha avviato una positiva fase di risanamento e di lotta all’evasione fiscale, sono rimaste irrisolte questioni fondamentali, dall'aumento delle spese militari, alle ingerenze cattoliche e di Confindustria, fino alla l'incapacità di realizzare una seria redistribuzione delle risorse e soprattutto la mancata approvazione delle leggi sulla tv, sulla Rai e sul conflitto di interessi che peseno come un macigno nella prossima campagna elettorale.
Dopo essere “scomparsa” dalle fabbriche e dalle scuole la sinistra rischia di sparire lentamente anche dalle aule parlamentari a causa della scelta astensionista che è frutto della delusione di quanti si sono sentiti “traditi e abbandonati” o non sono stati tutelati dai partiti della sinistra.
Se qualche possibilità di evitare questa disfatta esiste, essa consiste nelle dimissioni dei segretari e funzionari di partito e la non ricandidatura degli attuali parlamentari.
Ritengo che la loro incapacità di raccogliere, canalizzare e quindi cercare di rappresentare il fermento sociale (che comunque sta crescendo in tutto il paese e che ha deciso di auto-organizzarsi e di rappresentarsi da sé) li rende drammaticamente responsabili di questa situazione. Hanno smesso di ascoltare i cittadini, di costituire un'alternativa credibile al modello neoliberista, di difendere il lavoro, la pace, l'ambiente, l'etica pubblica, la democrazia e la laicità dello stato davanti all’aggressione clericale di Ratzinger. In una parola questo è un centro sinistra inadeguato, a dettare i ritmi del cambiamento, a costruire un futuro sostenibile, ad affermare con forza parole d'ordine come la decrescita.
Per questo nessuno di loro riuscirà mai a cambiare questa linea politica che ci ha portati a questo prevedibile disastro.
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino
Trento, 5 febbraio 2008

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Dai Ezio sei tutta retorica, sei il primo a metterti d'accordo con i padroni. e a rovinare i lavoratori, lascia spazio hai giovanne. Va in pensione. Vala !

dino ha detto...

Una retorica, caro anonimo, che ha un nome ed un cognome e ti assicuro che in pensione ci vorrei andare anch'io senza dover sopportare l'insulto quotidiano all'intelligenza che siamo costretti a subire dalla logica del menefreghismo, ovvero cinico nichilismo, che non offre soluzioni alternative. Pur tuttavia, ci corre l'obbligo di sostenere la possibilità che prima o poi la coscienza di ognuno possa imporci di sacrificare una vita ormai prona all'"onnipotente" sull'altare della propria dignità e tornare a vendere cara la pelle. Ammesso che si riscopra il concetto di Dignità e che sia ancora attuale nell'era della globanalizzazione. Fino ad ora, comunque, le motivazioni risultano ancora insufficienti dato che sono pochi i nostri eroi. Ma ci sono! E meritano Rispetto. Che non può prescindere dal confronto e dal dialogo, partendo dai fatti.
Per quanto riguarda il discorso di rovinare i lavoratori tramite accordi con i padroni, infatti, è indubbio che ciò accada dal momento che siam o tutti nella m... fino al collo, ma ti assicuro che a fare l'onda, che travolge, concorre la gente come te che invece di incatenarsi davanti alla sede della Filcams e denunciare illeciti in tal senso, preferisce insinuare dubbi nella gente. Come se ce ne fosse bisogno. I risultati non possono che seguire all'azione; ognuno è artefice della sua (s)fortuna. Non si capisce come sia possibile che tu abbia così chiari i concetti tanto da dispensare così saggi consigli, assai utili, ma non supportati da alternative costruttive.
Ma tant'è che a certi, me compreso, fa bene sentire il grillo parlante (leggi il nostro Beppe locale, anche perchè immaginarsi l'Ezio saltare...), anche perché le idee, in tutti i casi non si possono censurare se chi le partorisce ha il coraggio di attribuirsene la paternità, dal momento che, se fossero insane o illegittime, facile sarebbe sostenere il contrario e chiedere sanzioni per il loro sostenitore. Questo attendiamo da te.

Anonimo ha detto...

personalmente vorrei che tutti i sindacalisti o perlomeno quelli che lavorano per un sindacato e dentro un sindacato mettessero tutta la stessa passione, intelligenza, dedizione e tempo, soprattutto tempo, come Ezio per i lavoratori tesserati e non......certo nessuno è immune da colpe e/o sbagli (neppure Ezio) quando lavora ma tanti credono che fare il sindacalista sia come lavorare per un ministero mentre non è così!!! (H)ai capito caro anonimo.......saluti mariano
PS per l'H fai tu!!!!

Anonimo ha detto...

Piacerebbe anche a me andare in pensione e finalmente riuscire a dipingere di giorno e non solo nei ritagli notturni. Mi piacerebbe vedere i giovani delegati organizzare il lavoro e non scappare appena suona la sirena e partecipare alle iniziative non solo in orario di lavoro, ma come ho già avuto modo di comunicare, la nostra generazione non è riuscita a trasmettere passione civile ed il concetto che i diritti bisogna difenderli perchè niente è per sempre, allora cari incazzati e un pò sbruffoni uniamoci sui fondamentali perchè il nemico è sempre "uguale a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna". Hasta la vittoria, Fiorenza

Nicoletta Soini ha detto...

Caro Ezio,
concordo con te: c'é bisogno di persone nuove,la classe dirigente dei partiti della sinistra ha fallito, un ricambio è più che necessario! E da donna mi auguro di vedere un cambiamento di genere ai vertici!...sarà utopia, ma ci spero comunque!
Nicoletta

Anonimo ha detto...

Dai Dino (Ex Orvea), anche tua difesa e' retorica, sai bene che non ci andrai in pensione, ma dai almeno lavori per L'Ezio, forze ti darà una mano, facendo qualche' contratto di II livello come solo lui sa' fare, se poi' non volete anonimi, cancellate questa opzione più tosto di criticare chi si riserva di dare sua identità, (mio diritto costituzionale) anche voi avete protetto l'identità fittizia di qualcuno in passato per avere diritto a fare assemblee dove non eravate benvenuti.
Pinko

Ezio Casagranda ha detto...

Caro anonimo Pinko, ti scrivo, non per polemizzare - la forza del Bolg è proprio quella di permettere ai visitatori la libertà di espressione - ma per dirti che trovo le tue affermazioni superficiali non veritiere e quindi offensive del tuo stesso pensiero, che vorrebbe essere critico.
TU sai che la trasparenza della Filcams e del suo gruppo dirigente è tale che va oltre "ogni ragionevole dubbio".
Quindi ben venga la critica - nel merito delle idee - anche nei confrotni del sottoscritto ma per favore risparmiaci/ti dagli insulti gratuiti. Fanno più male a te che a noi.
Infine sul "...rovinare i lavoratori..." i dati dei nostri iscritti dicono il contrario e ti smentiscono clamorasamente.
Un saluto
Ezio Casagranda

agostino catalano ha detto...

Ezio Casagranda interviene sulla crisi di governo e sulla sinistra con una superficialità perfino imbarazzante.
Ezio da esperto alchimista estrae la ricetta traumaturgica alla crisi della politica, all'egemonia del pensiero liberista, all'offensiva clericale sui diritti civili e alla autodetermianzione delle donne, all'attacco confindustriale ai diritti di lavoratori e lavoratrici, al fallimento dell'esperienza del governo Prodi, proponendo le dimissioni dei segretari e funzionari dei partiti della sinistra.
Ezio dice si dimettano segretari e funzionari di partito e immediatamente la sinistra riprenderà radicamento nei luoghi di lavoro, la cultura tornerà ad occuparsi dei deboli, il clero e Montezemolo batteranno precipitosamente in ritirata.
La ricetta non è nuova e non è mai servita a nulla.
E' il vecchio slogan per cui alla testa delle masse in pieno fervore rivoluzionario c'è una dirigenza di traditori o nella migliore delle ipotesi di incapaci. Si eliminino i dirigenti e le masse insorgenti dipiegaranno finalmente la loro carica rivoluzionaria.
Era una tipica ricetta che la cosiddetta sinistra extra parlamentare (di cui io facevo parte) propinava quando criticava la linea politica dei dirigenti (traditori) del PCI (di cui Ezio faceva parte).
Il vangelo di chi sosteneva questa magica ricetta era l'opera in cinque volumi di Del Carria intitolata "proletari senza rivoluzione".
Volendo affrontare i problemi con un pò di serietà, ci si rende conto che le ragioni della crisi della politica e quindi della sinistra, hanno origini complesse e derivano dalla rivoluzione liberista che ha scomposto e frantumato l'organizzazione del lavoro, dalla disastrosa implosione del cosiddetto socialismo reale, dalle difficoltà a leggere il cambiamento e la complessità della società odierna, dalla fatica ad individuare percorsi possibili in grado di ricostruire connessioni nella frantumazione sociale. Cito alcuni problemi tra i tanti e mi domando a cosa serva dare risposte facilone a problemi complessi.
Dimettiamo pure tutti i politici della sinistra e magari per par condicio (di responsabilità) anche i segretari generali e di categoria delle organizzazioni sindacali.
Ma fintanto che non avremo strumenti sufficienti per leggere il cambiamento, interpretarlo e individuare efficaci percorsi di lotta per la trasformazione, la crisi delle organizzazioni politiche e sindacali della sinistra non darà soluzioni in avanti.
Proprio per questo viene da sorridere vedere, a volte, la scissione di personalità, un pò patologica, tra il sindacalista di razza che ammiro per lungimiranza e accortezza e il politico populista e superficiale che critico.
con affetto e stima
agostino catalano
PS
mi sembra di capire che tutti danno lo stesso nome e cognome all'anonimo calunniatore.
Che gusto c'è?

Ezio ha detto...

Caro Agostino apprezzo la tua sincerità di critica e di giudizio sull’articolo e quindi cerco di darti alcuni spunti per una riflessione che ritengo utile e necessaria per l’intera sinistra, sindacato compreso.
Io sono convinto che quando un politico o sindacalista vede fallire la sua strategia deve rassegnare le dimissioni. Una scelta che non ritengo appartenere ai vecchi movimenti extraparlamentari, ma stando a prassi che in Europa è la scelta che va per la maggiore e quindi ha un fondamento nel vedere la politica (con la P maiuscola) non come strumento per interessi particolari (architettura istituzionale) ma come impegno, passione, slancio morale e dedizione per il bene pubblico e per le classi che si vogliono rappresentare.
Ora, non solo la sinistra critica ma molti cittadini traggono un bilancio negativo del governo Prodi e giudicano un completo fallimento la scelta (strategica?) governista fatta dalla sinistra. Non ci mancano gli strumenti per leggere il cambiamento, quello che manca è la volontà politica di opporsi alla sua regressione culturale, morale e scoiale che l’attuale modello di sviluppo comporta.
Tutti sappiamo che la guerra preventiva degli USA ( dall’Iraq all’Afganistan passando per le guerre umanitarie) non esportano democrazia e benessere ma solo dislocazione del potere USA accompagnato a morte e distruzione. Ma allora perché avvallare l’aumento esponenziale delle spese militari ( + 24% in due anni) e dare l’assenso alla nuova base militare a Vicenza e il voto favorevole alle “missioni” di guerra ?
Perché distruggere i rapporti con la propria base ( sono centinaia le realtà di base che per diversi motivi hanno abbandonato i partiti della sinistra), cancellando la propria tradizione pacifista ( e io dico anche la propria storia) per paura “che altrimenti viene Berlusconi” e il tutto anche in spregio al programma elettorale per i quali abbiamo chiesto e ricevuto i voti?
La stessa cosa vale anche per il sindacato ed in particolare per la Cgil la quale, a mio avviso, ha completamente stravolto, per sostenere il governo Prodi, le scelte congressuali fino ad accettare l’accordo sul Welfare che è la brutta copia del “patto per l’Italia” contro il quale la Cgil ha portato in piazza 3 milioni di persone. Un cambio di strategia che non ha portato risultati ma ha solo indebolito la Cgil nella sua autonomia e nella sua capacità critica e di mobilitazione sociale. Questo cambio di strategia ha generato anche una crisi culturale tanto che il sindacato ha scoperto la crisi salariale dopo che da mesi ne parlavano sia il governatore Draghi che lo stesso Montezemolo.
Come vedi gli strumenti per leggere il cambiamento ci sono, è il coraggio della coerenza che è mancato sia nel governo che nel sindacato per ribadire, anche a Prodi, il No che si è detto a Berlusconi.
Forse mi sbaglio, ma credo per ricostruire quelle connessioni nella frantumazione sociale che tu richiami, se esiste una possibilità di ricostruire una vera sinistra, capace di ascoltare il fermento sociale che si sta organizzando questo richiede volti, analisi e scelte nuove rispetto agli ultimi due anni.
Con affetto Ezio.
PS: in quanto al politico penso di rimanere sempre e solo un sindacalista che lotta per una sociatà più giusta.

Anonimo ha detto...

Ciao anonimo Alberto, stammi bene.

Anonimo ha detto...

dico solo questo......... chi il 20/10/2007 era in piazza a roma per sostenere il governo prodi ha fatto, secomdo me, tutto il possibile per salvare quel governo.....purtroppo quel governo alla gente normale ha dato poco o niente anzi ha chiesto sacrifici e dopo è crollato sicuramente non per colpa della sinistra ma con una sinistra che ha subito più che imposto la politica (su questo non ci piove).........vorrei ricordare che a roma c'erano 1000000 (unmilione) di persone tra cui agostino ed ezio.......saluti mariano

Anonimo ha detto...

ciao anonimo Alberto come vala? hai finito di leccare il culo ai padroni hasta siempre

Anonimo ha detto...

A te brucia questa descrizione, mi dispiace, ma è la sacrosanta verità. dino, di piu' delle canne che ti fumi!!!! le reazione fanno trasparire che quanto detto da pinko sia vicino alla realta', ne sono convinto. Alcuno acusa di leccare ...vedo che spuntano i vostri cadaveri nel armadio !!! Interesante !!!!

Anonimo ha detto...

il diritto di critica e di dire la sua è sacrosanto (costituzione o no) ci mancherebbe, un buon sindacalista deve sapere mediare anche in cattive situazioni da come conosco ezio e dino mi sembrano persone prima e sindacalisti dopo che sanno ascoltare i lavoratori e sicuramente non agiscono per interessi personali o peggio opportunistici ( se così fosse sicuramente ezio era in segreteria cgil )...quello che non ti fa onore caro anonimo (alberto, ermenegildo, ronaldo, pinko o come ti chiami io non so chi sei ) e lanciare il sanno e nascondere la mano io quelli come te li chiamo codardi. saluti mariano