
La Camera ha applaudito più volte Mastella mentre attaccava la magistratura, che poi si è dimesso insieme al suo partito e pretendendo piena e incondizionato solidarietà dal Governo o altrimenti sarà crisi.
Il presidente di una regione Sicilia viene condannato a 5 anni di reclusione per favoreggiamento alla mafia e non succede nulla. Rimane in carica senza che nessuno batta ciglio. Anzi Casini canta vittoria perché non è stato condannato anche per associazione mafiosa.
Il vaticano convoca per oggi una grande manifestazione politica per ribadire che, in barba ai vari concordati, la religione cattolica è religione di stato e deve essere base per la nuova costituzione materiale del paese. Quello che non è passato in Europa si vuole imporre in Italia con il beneplacito della destra e del nascente Pd. (fatte le dovute eccezioni) Una manifestazione (non dichiarata) contro la laicità dello Stato e la partecipazione dei politici segna un nuovo degrado di una classe politica mossa solo da interessi particolari (i voti dei cattolici) e sempre più lontana dal sentire dei cittadini e dalla vita quotidiana (fatta di etica e di sostanza) della gente.
Questa è una realtà di un paese in declino sociale e morale, dove nell’indifferenza delle forze politiche e dei media, la lista dei omicidi sul lavoro si allunga (uno anche ieri a Rimini), un sempre maggior numero di famiglie non arriva a fine mese, le leggi sul lavoro (che questo Governo si era impegnato a cancellare) hanno reso una intera generazione precaria e ai giovani è stato cancellato il futuro e ogni mattina chi esce di casa per andare al lavoro non sa se arriverà vivo alla sera.
Per questa politica quello che sembra contare è solo il potere: il servizio alla nazione e al cittadino sono solo un effetto collaterale, se possibile da rimuovere.
Alla sinistra rivolgo un appello: questa logica che tutto possiamo subire in nome della governabilità sta distruggendo l’Italia, i lavoratori e quello che rimane della sinistra. Dite basta e uscite da questa maggioranza “vaticanista, mastelliana e a direzione Fiat” prima che sia troppo tardi per voi ma soprattutto per noi lavoratori e semplici cittadini che viviamo del nostro lavoro. La fiducia non è illimitata.
Ezio Casagranda - Filcams Cgil del Trentino
Trento, 20 gennaio 2008
2 commenti:
La Costituzione della Repubblica Italiana.
Ci sono due articoli della Costituzione che adesso citerò che ci salvaguardano nel lavoro e nel salario, sono l'art.4 e l'art.36
Art.4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere,secondo le proprie possibilità e la propria scelta,un' attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art.36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un' esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite e non può rinunziarvi.
A questo punto non capisco perché con una Costituzione che ci difende noi dobbiamo avere tutti questi problemi ad avere un lavoro tutelato e un salario dignitoso.
Swetlana
perchè non cominciate ad ammettere che avete fallito come sindacato visti gli stipendi da fame di moltissime categorie da voi "tutelate"
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